Come lame nel ghiaccio: pattinaggio e prime cotte nel romanzo di Mathilde Bonetti
- Beatrice Mandelli
- 14 apr
- Tempo di lettura: 7 min
Aggiornamento: 16 apr
Frequentare il liceo è difficile, ma essere una campionessa di pattinaggio lo è ancora di più. Se poi il tuo allenatore, per salvare una stagione sottotono, decide di metterti in coppia con la tua nemesi...
Come lame nel ghiaccio è l'ultimo romanzo di Mathilde Bonetti, pubblicato da Il Battello a Vapore nel gennaio 2026. Segue la doppia prospettiva dei protagonisti: Alicia, piccola solo nell'aspetto, e Karel, che tanto nasconde sotto l'apparenza da bullo. Tra i dubbi tipici dell'adolescenza e ostacoli che hanno tutto il peso dell'età adulta, potranno due giovani apparentemente incompatibili trovare un terreno – o, se non altro, un obiettivo – comune?
Trama
Alicia e Karel non potrebbero essere più diversi: lei piccolina, con i completi da pattinaggio sempre coordinati agli accessori e un'aria un po' snob; lui alto, trasandato, arrogante e con la fama di bullo della scuola. Si conoscono fin da piccoli e non si sopportano: forse c'entrano quell'odioso soprannome che lui le ha affibbiato alle medie (Micia-Micia), o quel bacio a tradimento che Karel non smette di ricordarle... Quando Andrea, l'allenatore, propone loro di esibirsi nella coppia artistico, Alicia e Karel per una volta sono d'accordo: non pattineranno mai insieme. Eppure non hanno scelta, se vogliono partecipare allo Skate Europe, la competizione di pattinaggio artistico più importante dopo le Olimpiadi: tra un bisticcio e un toe-loop, i due cercheranno di far funzionare una coppia che, sulla carta, sembra destinata a fallire. Ma nella realtà? Alicia e Karel condividono soltanto la pista di ghiaccio... o qualcosa di più?
Alicia e Karel, le giovani stelle del pattinaggio
Uno dei tanti punti di forza di Mathilde Bonetti – autrice, traduttrice e giornalista – risiede nella capacità di tratteggiare figure in cui lettrici e lettori possano rispecchiarsi facilmente, lontano dagli stereotipi degli "atleti perfetti".
Alicia è il cuore pulsante della storia. Grintosa e ambiziosa, nonostante la corporatura minuta, ha il sogno di vincere lo Skate Europe per accedere alle Olimpiadi – ed è disposta a tutto per realizzarlo. Insomma, non proprio tutto. Certo, è cosciente della stagione sottotono, della sua posizione nel ranking che continua a scivolare miseramente sempre più un basso a causa di quel triplo che proprio non sembra riuscirle. Ed è cosciente anche del fatto che, conti alla mano, c'è più probabilità di vincere nella categoria di coppia anziché nella singola. Ma stravolgere del tutto il programma a metà stagione? Soprattutto, tra tutti i giovani pattinatori dell'Ice Comet, proprio su Karel Melnik doveva ricadere la scelta dell'allenatore?
Non che Karel faccia i salti di gioia, anzi. Ha ben altri problemi a cui pensare che non preoccuparsi di una ragazzetta snob che sembra perseguitarlo dalle scuole medie. Sì, da quando si era difeso da un compagno nei corridoi e lei era andata a fare la spia in presidenza, facendogli costare quattro giorni di sospensione. Okay, poi si era anche fatta perdonare. Una scommessa: la verità per un bacio. E quando Alicia aveva scoperto la verità, be', aveva dovuto mantenere la promessa. Sono passati anni, Karel avrebbe dovuto dimenticarlo, eppure il ricordo gli dà uno strano senso di solletico. Lo distrae dalla madre che è così carica di risentimento, sopraffatta dalle difficoltà economiche, e dal padre, che è partito per combattere la guerra sul fronte ucraino e non dà sue notizie da settimane...
Un po' di (sano) enemies-to-lovers
Con protagonisti alla soglia del percorso liceale, il libro è un romanzo piacevole e godibile per un pubblico dagli undici anni in su. Ironico, verosimile e affatto sdolcinato (come più volte si preoccupa Alicia), la storia approfondisce l'amicizia prima ancora della «cotta». Karel e Alicia sono due ragazzi che, già dal primo incontro, hanno avuto chiara la medesima realizzazione: non c'è modo in cui sarebbero andati d'accordo. Entrambi hanno opinioni molto forti che non sembrano disposti a cambiare e, di fronte alle proprie rigidità, si impettiscono e sollevano il mento con tono di sfida. Ricorda qualcosa? L'archetipo austeniano di due protagonisti dai caratteri apparentemente inconciliabili, anche a causa di supposizioni (spesso e volentieri errate), funziona e conquista ancora. Quindi ecco Alicia e Karel, dei novelli Lizzie e Darcy.
Tra i tropi letterari, quello degli enemies-to-lovers è decisamente uno dei favoriti. Questo perché l'attaccamento del lettore alla narrazione procede soprattutto per tensione, che trascina in una spirale di pagine che girano e ultime frasi famose come «ancora una capitolo». E la tensione è generata dal conflitto, che in un contesto sportivo è già raddoppiato. Quale migliore miccia di un'antipatia da superare? In alcuni casi sarebbe molto più consono parlare di "meno categorici" hate-to-love o rivals-to-lovers. Ecco, Mathilde Bonetti fonde entrambi all'interno del suo Come lame nel ghiaccio. Soprattutto, la cosa importante è che non è niente che rimandi alla pericolosa versione raccontata alle bambine per cui il bulletto della scuola tira loro le trecce perché, sotto sotto, è innamorato. Brr. Niente di tutto questo: Karel e Alicia hanno dei pregiudizi l'uno sull'altra che si manterranno per buona parte del romanzo, scalfendo il loro ingombro con il procedere della storia. Uno su tutti, il passato di Karel.
Quando attualità e finzione si intrecciano
Alicia non pattinerebbe con Karel neanche a farsi pagare, questo l'ha messo in chiaro fin dalla prima pagina. Tra le sue obiezioni, non aiuta il fatto che Karel incarni il tipico stereotipo russo da ragazzo-orso, grande e grosso, con la simpatia e il calore di un blocco di ghiaccio. Il problema è che Karel non è russo, anzi. In questo periodo storico essere definito da quella nazionalità gli fa saltare i nervi – e anche a buon diritto. Karel ha origini ucraine. Considera l'Italia la sua casa, dove adesso vive con la madre (italiana), ma il padre non c'è. Il padre (ucraino) è al fronte a combattere la guerra contro i russi.
Il grande conflitto interno di Karel proviene proprio da questa situazione, di cui non può parlare con nessuno – una situazione così surreale da essere complicata da spiegare tanto quanto da comprendere. Perché a quindici anni è giusto che nessun coetaneo si possa relazionare con una situazione così terribile. Il che dà sollievo ad altri adolescenti, ma non fa altro che scavare un buco di solitudine intorno a Karel. Nemmeno con la madre ha modo di parlare, una donna che sembra covare troppa rabbia repressa. Il marito è partito per combattere una guerra che non lo riguarda più (vivono in Italia, ormai), lasciando la famiglia tra le difficoltà economiche. Karel rischia addirittura di dover lasciare il pattinaggio, così si mette al lavoro e lo trova, un lavoro.
Il fatto è che, un po' della rabbia che la madre reprime, anche Karel la sente. Parte di lui è convinto che il padre li abbia abbandonati. Sono la seconda scelta, ha trovato qualcosa di più importante della moglie e un figlio. Non aiuta nemmeno che Karel continui a scrivergli messaggi dolcissimi, aggiornandolo sui suoi progressi di pattinaggio e di vita, ai quali riceve unicamente una coppia di spunte blu in risposta. Però la realtà, anche quando sembra inequivocabile, ha sempre una seconda interpretazione.
Oltre il ghiaccio: lo sport come metafora di vita
La narrazione utilizza il pattinaggio artistico non solo come ambientazione, ma come veicolo per esplorare temi profondi. Uno su tutti è il sacrificio che la disciplina richiede: i protagonisti sono ragazzi, liceali, che incastrano i loro impegni quotidiani con un ferreo allenamento giornaliero. Una scelta di vita che comporta scelte che spesso si distanziano dalla normalità tipica di un adolescente, problemi e pressioni che rischiano di isolare il ragazzo in una bolla di impossibilità di comprensione che solo chi conosce può scoppiare.
Agli occhi di Karel, inizialmente, Alicia non è che una perfettina, figlia di una perfettina. La verità è che la figura della madre pesa sulle spalle di Alicia molto più di quanto Karel possa immaginare. Un rapporto madre-figlia che, con l'introduzione del pattinaggio come variabile, rischia di minare la fiducia costruita tra le mura di casa. Interessante è l'arco delle loro interazioni nel corso della storia, un tema ad alta riconoscibilità per un pubblico giovane. Alicia affronterà un percorso molto introspettivo, costellato di dubbi che metteranno in discussione ciò che per lei è sempre stato normale. Qual è veramente la linea tra ciò che la gente si aspetta da lei e ciò che invece lei vuole?
Questo la pone davanti alla necessità di affidarsi a qualcuno – qualcuno che non stima neppure dal punto di vista professionale. Eppure forse è questo il vero cuore del libro, la fiducia necessaria in un rapporto artistico e, per transizione, in qualsiasi rapporto di vita quotidiana. Il pattinaggio diventa la scusa per Karel e Alicia per collaborare a un fine comune, trasformandosi in occasione di scoperta ed empatia.
Una chicca di scrittura creativa...
Il pattinaggio è uno sport dove l'eleganza è tutto. Il tema della comunicazione non verbale diventa quindi centrale. Esprimere emozioni attraverso il movimento è, per i protagonisti, un modo per dire ciò che a parole non riescono. Ragionare su questo aspetto creativo è sempre molto interessante.
Confronti trasversali
Sono molti i titoli che sfruttano dinamiche e ambientazioni simili nel panorama editoriale contemporaneo, ma con target decisamente diversi. Newton Compton ha pubblicato l'upper young adult Non so perché ti amo (traduzione, parecchio bruttina, dell'originale From Lukov with Love) di Mariana Zapata. Il romance, datato 2018, fa parte dei titoli andati virali sui social durante la pandemia, contribuendo a diffondere il fenomeno del BookTok. Per Mondadori, invece, nel 2025 è uscito The Favorites di Layne Fargo, un romanzo di narrativa contemporanea ossessivo e affilato che mischia gli archetipi di Cime Tempestose e il fortunato espediente narrativo del documentario, come nel caso di Daisy Jones & The Six di Taylor Jenkins Reid, trasposto anche una serie televisiva per Prima Video.
Riepilogando...
Titolo: Come lame nel ghiaccio
Autrice: Mathilde Bonetti
Genere: narrativa per ragazzi, sport romance
Anno: 2026
Ambientazione: Italia, pattinaggio artistico
Età consigliata: 11+
Si contraddistingue per:
doppio punto di vista, in prima persona, al presente
rimandi all'attualità (situazione ucraina)
sport come metafora di vita
Come lame nel ghiaccio è un romanzo piacevole e ironico, valorizzato dallo stile scorrevole dell'autrice. È adatto a chi ama il pattinaggio, ma soprattutto a chiunque stia cercando la propria strada e abbia bisogno di un incoraggiamento a non temere le cadute, perché sono parte integrante della coreografia della vita.










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