Le tre sorelle di Júlia Sardà, una fiaba moderna sulla magia della crescita
- Beatrice Mandelli
- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
Tutto ebbe inizio con una strana sensazione... All'improvviso, Franca non aveva più voglia di disegnare, di fare collage, persino di leggere...
L'autrice e illustratrice spagnola Júlia Sardà dà vita a un mondo eclettico e variopinto in una serie di romanzi illustrati pubblicati in Italia da Ippocampo. Le tre sorelle – una trilogia in corso, finora composta da due volumi – è la fiaba moderna di tre sorelle che scoprono mondi fantastici, al limite dell'onirico. Ciò che si nasconde dietro il velo della magia è però molto più profondo: una lirica, potentissima, metafora della crescita.
«Questa è una storia di crescita e avventura, una corsa a capofitto nella notte scura, fra pipistrelli e bruchi variopinti, gatti occhialuti e rane che fumano la pipa.»
Trama
C'era una volta una casa dove vivevano tre sorelline, Franca, Carmela e Tomasina, e poco lontano una grotta grande e buia: la dimora di una misteriosa regina.
La Regina nella Grotta e la Strega nella Torre, i primi due volumi della trilogia delle tre sorelle
Tutto inizia quando Franca sente una strana sensazione. Tenta di spiegare alle sorelle, cercando paragoni nelle esperienze vissute durante la sua infanzia, ma non ci riesce. Però ha fatto un sogno e Carmela e Tomasina, che da un lato vogliono essere come lei e dall'altro non possono sopportare di rimanere escluse, decidono di seguirla in questo viaggio assurdo. Franca, infatti, ha sognato una regina che vive in una grotta buia e le due sorelle minori si mettono al suo seguito, sulla scia delle tracce di questa figura misteriosa. Le tre bambine si trovano catapultate in un mondo senza senso, come il Paese delle Meraviglie in cui Alice si ritrova, scivolando nella tana del Bianconiglio. Ci sono insetti giganti e pipistrelli urlanti appesi al soffitto, c'è la Nonna Ragno che racconta dei suoi 397 figli e persino il funerale della Grande Madre Ratto. E quando finalmente raggiungono la grotta, la scoperta è davvero sconcertante: la Regina altri non è che una seconda versione di Franca, anche se irriconoscibile per il sudiciume che ha in faccia e nei capelli. Franca sente l'ultimo pezzo del puzzle che finalmente completa il quadro delle cose, curando quella strana sensazione che la disturbava. Vuole rimanere ancora un po' con l'altra metà di sé, come l'ombra di Peter Pan, mentre le sorelle ritornano a casa. Le bambine si sentono tradite, perché è la prima volta che Franca le lascia indietro per fare qualcosa da sola. E quando fa ritorno quella sera è trasfigurata: è la stessa di prima, ma somiglia in modo irrimediabile alla Regina nella Grotta.
Quella della Regina nascosta nella sua grotta è la metafora di una crescita, magica e spaventosa, che attende nel buio. Il disagio di Franca all'inizio della storia è proprio l'irrequietezza che viene dalla nostalgia di un tempo che ci sta sfuggendo di mano.
E, siccome il tempo non si ferma, il secondo volume della trilogia è dedicato a Carmela. Si sente sola, ora che Franca ha nuove amiche, così si mette a girovagare finché non trova una Torre, dove una Strega amorevole le dà chiare istruzioni.
"Innanzitutto, servono miele ed essenza di rospo per cancellare il disprezzo dalla tua pelle. Sciroppo di serpe per togliere il cattivo sangue, osso di cigno per scacciare il rancore. Per lavare l'invidia ungi i capelli con olio di sirena. E per lasciarti ogni cosa alle spalle spalma per bene neve e cenere sulle spalle."
Il tema apparentemente insormontabile – e sempre dolorosamente attuale – è quello delle apparenze, che Carmela dovrà imparare ad accettare e superare.

La crescita come una strana sensazione
Uno degli aspetti che di queste piccole gemme più mi ha conquistata, a livello narrativo, è stato proprio lo schiaffo iniziale: il disperato tentativo di tradurre a parole il disagio che si sente in corpo.
"Voi non vi sentite... strane?", domandò Franca.
E da qui nascono le definizioni, che soddisfano Franca ma non in fondo. È come quando è domenica e fuori comincia a fare buio, come quando vieni scoperto a dire una bugia... Ma le parole non aiutano Franca, non è facile descrivere quello che non si conosce a chi, sotto sotto, sappiamo che non potrà capire.
"È come quando hai fame ma niente ti sazia... O quando hai i capelli elettrici e non importa quanto li spazzoli, piano piano ti si appiccicano alla faccia e alle mani..."
Nell'atmosfera sospesa di un sogno, la trilogia de Le tre sorelle accompagna il giovane pubblico negli anni dei grandi cambiamenti, tra dialoghi serrati, incontri fiabeschi e illustrazioni sgargianti. Júlia Sardà dà voce a uno dei viaggi più traumatici della vita: la crescita.








Commenti